Potrebbe presentarci brevemente la sua organizzazione e la sua storia a livello internazionale?
Standard Chartered Bank a Singapore fa parte di un gruppo bancario internazionale presente in 54 dei mercati più dinamici del mondo. Il nostro obiettivo è promuovere il commercio e la prosperità attraverso la nostra diversità unica: una promessa racchiusa nel nostro marchio: “here for good”.
La Banca è presente a Singapore da 167 anni, sin dall’apertura della nostra prima filiale nel 1859. Nell’ottobre 1999 siamo stati tra le prime banche internazionali a ottenere una licenza bancaria completa (Qualifying Full Bank licence), a testimonianza del nostro impegno di lunga data nei confronti del Paese. Nell’agosto 2020 siamo diventati la prima e unica banca a cui l’Autorità Monetaria di Singapore ha conferito lo status di “banca straniera con radicamento significativo” (Significantly Rooted Foreign Bank).
Nel settembre 2022 abbiamo lanciato Trust Bank, la nostra iniziativa di banca digitale a Singapore, in collaborazione con FairPrice Group. In poco più di due anni, Trust Bank è diventata una delle banche digitali in più rapida crescita al mondo, raggiungendo oltre un milione di clienti, pari a circa il 20% del mercato di Singapore.
Per quanto riguarda le PMI, Standard Chartered SME Banking affianca le piccole e medie imprese in ogni fase della loro crescita, fornendo soluzioni finanziarie su misura nei settori della gestione della liquidità, del commercio e del capitale circolante, nonché della protezione e delle assicurazioni.
Quali sono state le tappe fondamentali del vostro sviluppo internazionale?
Il nostro segmento SME Banking funge da ponte fondamentale tra le nostre divisioni Corporate & Investment Banking e Wealth & Retail Banking. Lavoriamo a stretto contatto con i nostri team dedicati al commercio e alla gestione della liquidità per supportare le PMI nella gestione delle loro operazioni quotidiane. Man mano che i clienti crescono, possono passare senza soluzione di continuità al nostro ramo di attività dedicato alle grandi imprese: la stessa banca, con il minimo disagio. E con l’espansione delle attività, anche le esigenze patrimoniali personali dei titolari si evolvono: siamo in una posizione ideale per supportarle attraverso le nostre soluzioni di gestione patrimoniale, pianificazione successoria e servizi bancari offshore.
Nel 2023 abbiamo lanciato lo Standard Chartered Women’s International Network (SC WIN), un programma globale dedicato a sostenere le PMI guidate da donne, garantendo loro accesso a finanziamenti, competenze e reti internazionali di pari. Dal suo lancio, SC WIN ha erogato oltre 540 milioni di dollari USA in finanziamenti a imprese di proprietà di donne in tutta la nostra rete globale.
La digitalizzazione è fondamentale anche per la nostra offerta rivolta alle PMI. Abbiamo potenziato la connettività host-to-host, migliorato i processi di verifica della clientela e aggiornato le nostre piattaforme di gestione della liquidità per aiutare le PMI ad accedere a nuovi mercati in modo più efficiente.
Partnership come quella con Altios aiutano ulteriormente i clienti a districarsi nella complessità normativa e operativa e a facilitare il loro percorso di espansione transfrontaliera.
QualeQuale successo con i clienti ti rende più orgoglioso?
Uno degli esempi di cui andiamo più fieri è Total Facility Engineering (TFE), un fornitore di soluzioni ingegneristiche e specialista nel settore dei semiconduttori fondato a Singapore nel 2013, con circa 170 dipendenti in tutta l’Asia. TFE ha deciso di espandersi in India per soddisfare la crescente domanda nel settore emergente della produzione avanzata del Paese.
È stata creata una partnership a tre tra Standard Chartered, Altios e TFE per fornire all’azienda le risorse, gli strumenti e le competenze necessarie per entrare con fiducia nel mercato indiano. I conti bancari della filiale indiana di TFE sono stati aperti in appena un mese, mentre l’azienda è stata riconosciuta come persona giuridica in India nel giro di due mesi. Si tratta di un esempio concreto di ciò che l’approccio “one-bank”, unito alle competenze locali sul campo, è in grado di offrire.
Più in generale, abbiamo collaborato con PMI che hanno dovuto affrontare notevoli difficoltà nell’affacciarsi a nuovi mercati. Ad esempio, un cliente con sede a Singapore ha aumentato il proprio fatturato del 20% nel giro di un anno dopo aver ampliato le proprie attività produttive in Malesia, avvalendosi delle nostre soluzioni bancarie transfrontaliere.
Quali mercati sono piùpiù strategici per l'attività della vostra PMI?
Hong Kong, l'India e Singapore sono i nostri tre mercati principali per i servizi bancari alle PMI, dove individuiamo le opportunità di crescita più solide e sostenibili. Ci concentriamo su mercati profondamente interconnessi attraverso il commercio, gli investimenti e i flussi di capitale, e in cui la nostra presenza internazionale ci offre un chiaro vantaggio competitivo.
La nostra rete globale è uno dei nostri principali punti di forza, che ci consente di operare come partner bancario unico in tutti i corridoi finanziari, grazie a una solida tradizione locale e a una conoscenza approfondita dei mercati sul campo. Supportiamo i clienti nell’intera gamma di prodotti: pagamenti transfrontalieri, cambi, commercio internazionale, investimenti e flussi patrimoniali. Partnership come quella con [VC1] Altios rafforzano ulteriormente questa offerta, apportando competenze operative e di consulenza transfrontaliera end-to-end a integrazione delle nostre capacità bancarie.
WQuali cambiamenti significativi dovranno adottare le PMI per adattarsi al nuovo panorama internazionale?
Il nuovo panorama internazionale è caratterizzato da corridoi commerciali più dinamici e in continua evoluzione, da una maggiore incertezza geopolitica e da una crescente volatilità lungo le catene di approvvigionamento e nei flussi di capitale. Le PMI e i clienti del segmento mid-market dovranno adeguarsi a diversi cambiamenti significativi.
In primo luogo, dovranno diventare più diversificate e agili nel modo in cui conducono i propri scambi transfrontalieri. Le imprese non possono più fare affidamento su un unico mercato o su un’unica catena di approvvigionamento. Dovranno diversificare le fonti di approvvigionamento, la produzione e le destinazioni di esportazione, al fine di mitigare gli effetti negativi derivanti dai dazi, dagli sviluppi geopolitici e dagli shock che colpiscono la catena di approvvigionamento, posizionandosi al contempo in modo da cogliere nuove opportunità di crescita.
In secondo luogo, sarà fondamentale rafforzare la gestione dei flussi di cassa e la mitigazione del rischio di cambio. Una maggiore attività transfrontaliera comporta naturalmente una maggiore esposizione alla volatilità dei cambi e al rischio di regolamento. Le PMI dovranno integrare nei propri modelli operativi pagamenti transfrontalieri più strutturati, soluzioni di cambio e gestione della liquidità.
Quale modello di internazionalizzazione dovrebbe essere privilegiato in futuro?
Le PMI dovranno operare in modo più fluido sui diversi mercati, combinando una profonda conoscenza del contesto locale con una connettività globale. Man mano che le aziende si espandono a livello internazionale, la complessità aumenta: gestione di più conti, adempimenti normativi locali, cicli di regolamento più lunghi. Le soluzioni integrate per il commercio internazionale e le transazioni aiutano le PMI a gestire queste sfide in modo più efficiente, a ridurre gli attriti e a concentrarsi sulla crescita piuttosto che sugli oneri amministrativi.
È quindi fondamentale che le PMI collaborino con partner bancari in grado di coniugare solide reti internazionali con una profonda competenza locale, affiancati da relationship manager che abbiano una conoscenza approfondita sia dei corridoi globali che delle condizioni dei mercati nazionali. Partner come Altios completano questa offerta, fornendo consulenza sul campo e competenze operative nei mercati chiave.
Tre consigli per un dirigente di un’azienda di medie dimensioni che desidera espandersi a livello internazionale?
Innanzitutto, concentratevi sui mercati giusti. Un’internazionalizzazione di successo inizia con una selezione rigorosa dei mercati. Raccomandiamo di dare priorità a due o tre mercati in cui l’azienda abbia chiare possibilità di successo, sulla base della domanda esistente da parte dei clienti, del posizionamento competitivo e della facilità di operare. Le medie imprese tendono ad affermarsi più rapidamente nei mercati in cui possono adattarsi rapidamente alle realtà locali e distinguersi dalla concorrenza.
In secondo luogo, occorre elaborare una strategia scalabile per l’ingresso nel mercato. Anziché affrontare ogni nuovo mercato partendo da zero, le aziende di medie dimensioni leader dovrebbero sviluppare un modello di ingresso ripetibile, definendo l’approccio di go-to-market preferito, la strategia di pricing e di localizzazione e l’assetto operativo. Una volta collaudata, questa strategia diventa un motore scalabile che consente un’espansione più rapida e a minor rischio nei mercati successivi.
In terzo luogo, rafforzare l’infrastruttura finanziaria e di gestione dei rischi. La crescita internazionale comporta una maggiore complessità: cicli commerciali più lunghi, esposizione al rischio di cambio e requisiti normativi variabili. È fondamentale stabilire tempestivamente un adeguato quadro di riferimento per la gestione finanziaria e dei rischi, che includa adeguate strutture di finanziamento del commercio e di capitale circolante, una gestione attiva del rischio di cambio e della liquidità transfrontaliera, nonché una solida conformità normativa in tutte le giurisdizioni.
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